Friedrich Nietzsche
Una società corretta si batte costantemente per l'uguaglianza. C'è chi chiede a gran voce che uomini e donne siano sempre considerati uguali. Di conseguenza, abbiamo aumentato il tasso di occupazione femminile, abbiamo creato vagoni della metropolitana specializzati solo per le donne. A volte le donne litigano persino sull'ordine dei nomi nel registro di famiglia. Anche l'opinione pubblica sulle persone con disabilità è cambiata. Oggi ci viene detto di non usare il termine "disabili" quando ci si riferisce a loro, per non fare discriminazioni. Oggi si insegna ai bambini che tutte le persone sono state create uguali. Ma è vero? Ho i miei dubbi. Se uomini e donne hanno capacità diverse, anche i loro ruoli dovrebbero essere diversi. Le persone con disabilità sono sempre disabili, a prescindere dagli eufemismi educati che si usano. Per quanto si cerchi di distogliere lo sguardo, il significato della parola non cambia. Quindi, la mia risposta è: "No, non siamo uguali". Essere umani significa essere diseguali. L'uguaglianza non esiste.
Una società corretta si batte costantemente per l'uguaglianza, si proclama a gran voce la parità tra uomini e donne, si crea un mondo in cui le differenze di genere vengono accantonate in nome di una presunta equità. Ma io mi chiedo, è davvero possibile ignorare le naturali differenze che esistono tra gli individui? Le diversità biologiche, fisiche e psicologiche che caratterizzano ognuno di noi non possono essere semplicemente cancellate con un decreto o una legge. Le donne sono diverse dagli uomini, così come le persone con disabilità sono diverse da coloro che non ne hanno. Questo non significa che una categoria sia migliore o peggiore dell'altra, significa semplicemente riconoscere la realtà della diversità umana. Il concetto di uguaglianza può essere affascinante e seducente, ma se lo si approfondisce davvero, ci si rende conto che è una chimera. Ogni individuo è un universo a sé stante, un intreccio unico di esperienze, pensieri e sentimenti che lo rendono unico e irripetibile. L'idea che tutti debbano essere trattati esattamente allo stesso modo è una semplificazione eccessiva della complessità della vita umana. Contrariamente a ciò che ci viene insegnato, non siamo stati tutti creati uguali. Siamo diversi, e questa diversità è ciò che rende la nostra esistenza così affascinante. Quindi, dobbiamo smettere di cercare l'uguaglianza a tutti i costi. Dobbiamo invece abbracciare la diversità e celebrare le differenze che ci rendono unici. Solo così potremo veramente apprezzare la ricchezza della vita e costruire una società in cui ciascuno possa esprimere pienamente il proprio potenziale. L'uguaglianza può essere un obiettivo nobile, ma non possiamo perdere di vista la bellezza delle differenze che ci rendono umani".
